Lavoro con persone tra i 30 e i 50 anni che, anche quando da fuori tutto sembra funzionare, sentono di essere bloccate. Non propongo di "togliere" quello che senti: propongo di capirlo, e di trasformarlo in direzione.
Non serve essere "malati" per avere bisogno di uno spazio. Spesso il problema non è la sofferenza in sé — è il fatto che non sappiamo più cosa farne.
Si attiva nei momenti più impensati, e spesso sembra non avere una causa precisa — solo una tensione che non riesci a spegnere.
Lavoro, relazioni, abitudini: tutto in ordine sulla carta. Eppure senti che qualcosa, da qualche parte, è rimasto in pausa.
Cambiano le persone, ma lo schema resta lo stesso: lo stesso ruolo, la stessa fatica, lo stesso finale.
Sai che dovresti muoverti. Ma qualcosa, dentro, continua a tenerti fermo — e da solo è difficile capire cosa.
"Il problema non è qualcosa da eliminare. È un progetto che aspetta di essere capito."
Ogni percorso nasce da un primo colloquio gratuito: insieme scegliamo la strada più adatta a te. Le tariffe non sono qui — arrivano dopo, in una proposta pensata sulla tua situazione specifica.
Una seduta singola, pensata per guardare la situazione con chiarezza — senza nessun impegno a proseguire.
Frequenza settimanale. Dopo ogni seduta ricevi un Piano di Lavoro Personalizzato: cosa abbiamo capito, su cosa lavorare, come muoverti.
Per chi vuole affrontare il lavoro con strumenti pratici: guide ed esercizi da usare anche fuori dalla seduta.
Sono psicologo clinico, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Campania (n. 8670). Ho aperto il mio studio a Benevento nel 2020 — ma il percorso è iniziato molto prima della laurea.
A 19 anni ho intrapreso un cammino di ricerca interiore che mi ha portato a viaggiare a lungo — California, Israele, Turchia, Cambogia, Egitto — cercando risposte che i libri, da soli, non davano. Nel 2018 mi sono laureato in Psicologia Clinica alla Sapienza di Roma, dove la mia tesi ha vinto il Premio Sante De Sanctis per la migliore tesi dell'anno.
Lavoro integrando Schema Therapy, ACT e il lavoro sul Mito Personale — perché capire "cosa non funziona" spesso non basta: serve anche una narrazione nuova di chi si è, e di dove si sta andando.
Nella guida gratuita "Cosa fare con la sofferenza?" raccolgo tre meccanismi che vedo più spesso in studio — automatismi, non colpe, che però mantengono la sofferenza più del necessario.
Chiedersi di continuo "cosa c'è di sbagliato in me" è una tensione che non risolve nulla: tiene solo ancorati al problema.
Tristezza, rabbia e paura non sono nemiche da eliminare. Sono messaggi che, se ascoltati, possono trasformarsi in forza.
Non serve sentirsi pronti per cominciare. Serve un primo passo — anche piccolo.
Per rispetto delle persone che le hanno scritte, non riportiamo qui parole che non sono state condivise pubblicamente: puoi leggerle integralmente, parola per parola, direttamente su Google.
Una piccola guida pratica: gli errori automatici che mantengono il blocco, e tre domande scritte per aiutarti a muovere il primo passo.
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Non è una domanda per spaventarti. È una domanda per orientarti. Se la risposta ti pesa, probabilmente è il momento di fare il primo passo — non da solo.
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